lunedì 24 novembre 2008

Topinambur... chi era costui?

Stranezze linguistiche... perché un tubero invernale commestibile dal sapore simile in parte al carciofo, in parte alla patata si chiama "topinambur"???
Dio salvi internét! Grazie alla generosità di chi condivide le informazioni sulla Rete, scopro che il topinambur, o elianto tuberoso o pera di terra o tartufo di canna, si chiama topinambour in francese per via del nome portoghese tupinambor, abbreviazione di "patata tupinamba"... che giro! Comunque sia, il tubero in questione ha goduto di alterna fortuna, ma oggi, diciamolo francamente, fa chic dire in giro: "ho cucinato/mangiato topinambur". Io lo compro abbastanza raramente in verità perché – appunto – ricordando carciofo e patata, e avendo io una certa... come potrei chiamarla?... facilità all'acquisto sia del primo sia della seconda, tendo a non considerarlo molto, il topinambur. Inoltre, mi avevano raccomandato di acquistare topinambur che avessero forma allungata, colore rosato e aspetto liscio, e non si trovano molto spesso così al supermercato, ma più frequentemente bitorzoluti e tondeggianti. E poi non ha una collocazione facile, il topinambur, perché non siamo molto abituati a considerarlo dotato di una sua innegabile "individualità" ma più spesso lo utilizziamo come base di sformati in sostituzione appunto della patata. Sbagliando, certo, perché in realtà ha un sapore che non è né quello del carciofo né quello della patata... Insomma, merita di più, il topinambùr, ma in attesa di ispirazione creativa maggiore, a 'sto giro ho provato ad abbinarlo al radicchio perché... perché a mi me encanta la achicoria tambien.
Il risultato finale si può servire sia come antipasto sia come secondo di verdure. Come al solito è facile facile, buono buono, meglio in versione tiepida che calda...

Plumcake morbido di topinambur e radicchio rosso



(per 3 persone)
400 g di tobinambur
1 cespo di radicchio rosso
1 carota
mezza cipolla rossa
1 manciata di capperi sotto sale
30 g di pangrattato
60 g di parmigiano
2 uova
olio extravergine
sale

Sbucciate i tobinambur e metteteli a bagno in abbondante acqua fredda leggermente acidulata con succo di limone. Mondate il radicchio, sfogliatelo e tagliatelo a pezzetti; raschiate la carota, sbucciate la cipolla e tritate grossolanamente entrambe.

In un tegame fate scaldare 3 cucchiai di olio con il trito di carota e cipolla, quindi quando il soffritto comincerà a sfrigolare, aggiungete i topinambur tagliati a pezzi. Coprite con un coperchio e fate insaporire a fuoco medio per 3-4 minuti, poi allungate con 1 bicchiere di acqua calda, coprite di nuovo a lasciate cuocere per 15 minuti, controllando di tanto in tanto che il liquido sia sufficiente a cuocere i topinambur.

Quando l'acqua sarà stata assorbita e i tuberi saranno morbidi, aggiungete il radicchio a pezzi, mescolate per insaporire, coprite di nuovo e lasciate cuocere per altri 5 minuti prima di aggiungere i capperi ben dissalati in acqua e strizzati. Fate insaporire per altri 2 minuti, regolate di sale e pepe e spegnete.

A parte, battete le due uova con il parmigiano. Quando le verdure si saranno intiepidite, trasferitele in una ciotola insieme con il pangrattato e incorporatevi le uova battute. Mescolate per amalgamare e versate il composto ottenuto in uno stampo da plumcake rivestito con un foglio di carta forno inumidito con acqua e poi ben strizzato. Cuocete nel forno a 180 °C per 25-30 minuti, lasciate intiepidire bene e servite a fette.

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