martedì 20 gennaio 2009

Coming back from London

Che fatica! Rientro dopo 10 giorni spesi su e giù da treni, autobus, metropolitane e aerei.
Rientro dopo aver preso coscienza che otto anni sono sufficienti a cancellare una lingua che credevo di sapere, ma che ad un inglese bastano solo otto secondi per capire che sono un'italiana impacciata che non sa quale corsia prendere... Mah!
Rientro dopo aver scoperto Waitrose, un bel supermercato in perfetto stile globale, e un negozietto bomboniera chiamato "The grocer on King's", pieno di delicatessen confezionate con cura.
Rientro con il proposito di acquistare, nella prossima vita, dopo aver speso questa ad allenarmi a vincere al superenalotto, un appartamentino a Wellington Square, in zona Chelsea.
Rientro con Degas negli occhi e con il rammarico di non riuscire proprio a capire la maggior parte dell'arte contemporanea in mostra alla Tate.
Rientro stanca, ma contenta di aver visto dopo 3 mesi l'estrella de mi corazon in trasferta britannica: sempre più bella ed elegante, forse un po' provata dalla vita londinese, dai suoi ritmi, dalle sue interperie climatiche, dalla sua gente impermeabile e refrattaria, però splendente nei suoi occhi verdi, sempre più femmina nei suoi capelli ondulati. L'estrella de mi corazon sigue a brillar... e io sono sicura che anche lei, prima o poi, si accorgerà della luce che si porta dietro.
E mentre lei brilla, io faticosamente ho macinato pomeriggi e chilometri cercando risposte che non sono venute, perciò rientro un po' provata, con una strana voglia di home sweet home, e – first of all – mi preparo una cosuccia dall'aspetto vagamente consolatorio, quasi ospedaliero, caldo, morbido, da gustare mollemente spaparanzata in poltrona: "santifico" il mio rientro con una morigerata pera cotta! Sì lo so, bisognava osare dopo tutti questi giorni di pausa, però m'andava proprio una pera cotta, claro alla mia maniera... speziata e dolce, di modo che, se avessi voluto, avrei potuto anche farla passare per dessert ricercato, servito con una pallina di gelato o con una cucchiaiata di golosa crema al mascarpone. Io l'ho preferita in versione basic, con un bel fondo glassato e profumato. Dopo tanto rumore, un po' di sobrio relax gastronomico.

Pere all'anice



(per 4 persone)
4 pere Kaiser
1 cucchiaino di semi d'anice
2 cucchiai di liquore all'anice
2 cucchiai di zucchero di canna
20 g di burro
1 pizzicone di cannella macinata
1 limone

Lavate e asciugate le pere senza sbucciarle né privarle del picciolo, quindi cuocetele al vapore per 15 minuti.

Trascorso questo tempo, fate sciogliere in una tegame adatto alla cottura in forno il burro con 1 cucchiaio di zucchero di canna, quindi – quando il fondo comincerà ad assumere l'aspetto del caramello – aggiungete le pere cotte intere, lasciate che prendano colore rigirandole delicamente e insaporitele con la cannella.

A questo punto, profumate con i semini d'anice, spolverizzate con l'altro cucchiaio di zucchero e bagnate con il liquore. Adagiate nel fondo qualche scorzetta di limone prelevata con un pelapatate, coprite con carta forno e trasferite nel forno già caldo a 180 °C.

Cuocete le pere per 30 minuti, bagnandole un paio di volte con il fondo di cottura ed eliminando il foglio di carta forno negli ultimi 10 minuti.
Spegnete, lasciate intiepidire e servite, se volete, accompagnando con i già citati gelato alla crema o crema di mascarpone.

2 commenti:

Enchanted.......... ha detto...

Welcome back.......I missed you!

mariuzza ha detto...

Thank you! I was loosing my way home, but I've found, another time.