sabato 17 aprile 2010

Los tallarines de la desentonada

Ya ha pasado un año desde cuando llegué en Madrid... ¿Mucho tiempo? ¿Poco tiempo? Mientras tanto he conocido personas que no he vuelto a ver y personas que sigo viendo. He visto lugares que probablemente no volveré a ver, y lugares que espero volver a visitar. He hecho cosas para mi misma y para los demás, y otra vez se acerca el momento de decidir. Pienso: ¿cuantas cosas pasan en un año? ¿Cuantas pueden pasar en tres meses? ¿Y como es que, si me lo pienso, me parece que en todo este tiempo no haya pasado nada? La verdad es que, también si ahora no se distinguen bien, no se recuerdan bien, si han pasado cosas, quizás demasiadas para tenerlas todas en cuenta. Llega la hora del balance, y con esta el miedo; me gustaría decir que por los menos aprendí, pero es demasiado temprano para decirlo, y yo soy demasiado voluble: siempre hago los mismos errores, siempre tengo las mismas debilidades, fragilidades. Las cosas necesitan tiempo para quedarse con claridad en la memoria, así en estos momentos de suspensión, de aparente tranquilidad surgen la necesitad, no sé si mala o buena, de buscar un sentido, pero ahora ¿ya es tarde o es temprano? ¿Cual es la hora justa, el momento exacto para buscar sentido a nuestras realidades? ¿ Es un asunto de tiempos o de almas? Pues, hay almas, personas que no buscan los tiempos, simplemente los viven. Y yo creo que hacen bien, porque no siempre y no todos tenemos la capacidad de ponernos en contacto, en sintonía con el tiempo; no todos sabemos elegir el momento justo para hacer las cosas, desde luego yo no, no los sé elegir. Pero cuando pienso en esta mi manera de ser, que me duele mucho, intento ponerme en una situación donde sí que hago migas con los tiempos, es decir delante de los fogones. Me dedico a los tiempos para olvidarme del tiempo.
A veces, y subrayo a veces, funciona. La cocina como terapia no es infalible, pero distrae, mima y reconcilia. Ademas, antes o después tendré que aceptar el hecho de ser profundamente desentonada, pero también una desentonada como yo logra de hacer buenas cosas en cocina....


Tallarines chinos con gambas y "crudaiola"



(para 2 personas)

200 g de tallarines de trigo
250 g de gambas
250 g de tomates
1 calabacín
1 diente da ajo
1 guindilla
menta fresca
medio limón
aceite de oliva virgen extra
sal y pimienta negra

Lavamos y cortamos en cubitos los tomates sin piel y el calabacín, luego los ponemos en un bol con la sal, el diente de ajo pelado y cortado por la mitad, el aceite y 8 hojas de menta fresca picada a cuchillo. Cubrimos con film plástico y dejamos reposare en la nevera durante 1 hora y media, removiendo de vez en cuando para que todo se condimente bien.

Llevamos a ebullición abundante agua salada hirviendo y en esta vamos a cocinar los tallarines (3-4 minutos). Mientras tanto, salteamos en aceite las gambas bien limpiadas con al guindilla fresca picada a cuchillo, salpimentamos a gusto, mojamos con el zumo del limón y apagamos el fuego. Cuando pasta y gambas estén listos, sacamos la crudaiola (la salsa cruda) de la nevera, quitamos el ajo y mezclamos una ultima vez antes de echar en el mismo bol los tallarines y las gambas salteadas. Removemos bien y servimos en seguida.

In italiano per favore

I noodles della stonata

È gia passato un anno da quando sono arrivata a Madrid... Molto tempo? Poco tempo? In quest'anno ho conosciuto persone che non ho più visto e persone che continuo a vedere; ho visto luoghi che probabilmente non vedrò più e altri che vorrei tanto tornare a visitare; ho fatto cose per me stessa e cose per gli altri, ma – un'altra volta – si avvicina il tempo di decidere.
Mi domando: quante cosa succedono in un anno? Quante ne possono succedere in tre mesi? E com'è che, se mi ci metto a pensare, mi sembra che in tutto questo tempo non sia successo niente? In realtà, anche se ora non si distinguono nettamente, non si ricordano bene, sì che sono successe cose, forse troppe perché si possa tenerle a mente tutte. Arriva l'ora del bilancio, e con questa la solita paura; mi piacerebbe poter dire di aver imparato delle cose, ma è troppo presto per dirlo, e io sono troppo volubile: sempre faccio gli stessi errori, sempre soccombo alle stesse debolezze, fragilità.
Le cose hanno bisogno di tempo per restare impresse nella memoria con chiarezza, così in questi classici momenti sospensione, di apparente tranquillità sorge la necessità, non so se giusta o sbagliata, di trovare un senso, ma... adesso è presto o è tardi per trovare un senso?
Qual è l'ora giusta, il momento esatto per cercare un senso alle nostre realtà? Di più: è un problema di tempi o di anime? Perché – a ben vedere – ci sono anime, persone che non cercano il tempo, semplicemente lo vivono. E io credo che facciano benissimo: non sempre e non tutti abbiamo la capacità di metterci in contatto, in sintonia con il tempo; non tutti sanno scegliere il momento giusto per fare le cose. Io, per esempio, senza dubbio sono tra gli inetti: non so scegliere il momento giusto per fare le cose. Però, quando rifletto su questa mia maniera d'essere, che mi fa soffrire tanto, subito mi dico che devo cercare una condizione nella quale, sì, mi “accordo” con i tempi. E la cucina è la condizione ideale: qui mi dedico ai tempi per dimenticarmi del tempo.
A volte – e sottolineo l'”a volte”– funziona. La cucina, l'ho già detto, come terapia non è infallibile, pero distrae da se stessi, coccola e riconcilia. Del resto, prima o poi arriverò al punto di accettare di essere profondamente “stonata”, ma anche una stonata come me può combinare qualcosa di buono davanti ai fornelli...




Noodles con gamberi e crudaiola



(per 2 persone)

200 g di noodles
250 g di gamberi
250 g di pomodori maturi
1 zucchina
1 spicchio di aglio
1 peperoncino
menta fresca
mezzo limone
olio evo
sale e pepe

Lavate e tagliate a cubetti molto piccoli i pomodori (previamente sbollentati e spellati) e la zucchina, quindi sistemate il tutto in una ciotola e condite con sale, l'aglio sbucciato e diviso a metà, l'olio extravergine e 8 foglie di menta tagliuzzate finemente. Coprite con pellicola per alimenti e lasciate riposare in frigorifero per un'ora e mezzo, mescolando di tanto in tanto perché la crudaiola s'insaporisca bene.

Portate a ebollizione abbondante acqua salata e tuffatevi i noodles lasciandoli cuocere 3-4 minuti. Nel frattempo, saltate a fuogo vivo i gamberi già puliti con poco olio e il peperoncino tagliuzzato; saltate, pepate e bagnate con il succo filtrato del limone, lasciate evaporare e spegnete il fuoco. Quando i noodles saranno cotti, scolateli e versateli nella crudaiola (dalla quale avrete eliminato l'aglio). Mescolate bene e completate con i gamberi saltati. Servite subito, ben caldo.

1 commento:

BARBARA ha detto...

Buoni, buonissimi!