domenica 1 maggio 2011

Riso alla maniera di Canton o alla maniera di mariuzza?

Se il primo di maggio viene a mangiare a casa tua un caro amico che ha una passione per la cucina cinese, tu che fai? Gli cucini italiano? Spagnolo? Indiano? Calabrese? Nooooo, ovviamente. Gli cucini cinese. Ma siccome, insomma, io sono una guastafeste, una che spesso e volentieri deve dire la sua, una picconatrice mancata (pace all'anima di Cossiga!), per non sentirmi schiattare in corpo, anche in questo frangente, diciamo ludico, volevo, dovevo dimostrare che qualche deroga in cucina non solo è concessa, ma pure auspicata, non so bene da chi, ma da qualcuno sì. Perciò ho approntato la mia personale versione del riso alla cantonese; personale versione dovuta anche al fatto che, come al solito, ho dovuto in quattrequattr'otto fare di necessità virtù, e arrangiarmi con quello che avevo. Sì, lo so, i puristi storceranno il naso: questo non è il riso alla cantonese!!! E allora mi sembra doveroso precisare che è alla maniera di Canton e a quella di mariuzza, che a Canton non c'è mai stata. Del resto, anche l'amico filocinese, che in Cina c'ha mangiato per davvero, ha apprezzato, perciò ho fatto bene a concedermi la deroga.
Partiamo con l'elenco delle varianti: prima di tutto il riso, che non era, come dovuto, a chicchi lunghi, ma un onestissimo riso baldo (il thai l'avevo, ma non in quantità sufficiente...); poi la carne, che qui non è di pollo, ma di tacchino, una banalissima fesa; le verdure sono solo peperoncini verdi, carote e piselli; la soia non manca, ma ho aggiunto nel soffritto di base anche del buon peperoncino piccante. Il procedimento: ho lessato per 15 minuti riso e piselli insieme perché... avevo fatto tardi, troooppo tardi!!!!. Ho saltato nel wok la carne, poi unito le verdure, poi il riso e per ultimo le uova strapazzate. Il tutto alla velocità della luce, immaginando lo sguardo desolato di un vecchio cuoco cinese per davvero (mica quelli che qui da noi popolano in quantità imprecisata ristoranti cinesi e giapponesi). Poi ho servito, e ho tirato un sospiro di sollievo: a voler guardare bene, tantissima differenza non c'era... il sapore non era poi mica tanto diverso, ma non potevo certo spacciarlo per un originale. Di copia si tratta, e manco tanto ortodossa, però gustosa.

Riso alla maniera di Canton rivisitato




240 g di riso baldo
3 fette di fesa di tacchino
3 carote
6 peperoncini verdi lunghi
150 g di piselli surgelati
3 uova
1 scalogno
1 peperoncino piccante
3 cucchiai di salsa di soia
sale e pepe
olio extravergine

Portate a bollore abbondante acqua salata e lessatevi per 15 minuti il riso con i piselli. A parte, grattugiate le carote, tagliate a rondelle i peperoncini verdi e a pezzetti la fesa di tacchino.
In un wok scaldate 5 cucchiai di olio evo con uno scalogno tagliato fine e il peperoncino piccante fresco a pezzetti. Quando lo scalogno comincerà a dorarsi, unite la carne di tacchino e fatela saltare per 2 o 3 minuti, prima di bagnare con 2 cucchiai di salsa di soia. Lasciate insaporire bene, quindi aggiungete le carote e i peperoncini, mescolate e fate cuocere per 7-8 minuti.
Nel frattempo battete 3 uova intere con un pizzico di sale e uno di pepe nero macinato, poi cuocetele e strapazzatele per benino in un padellino antiaderente leggermente unto d'olio. Tenete da parte.
Scolate il riso e unitelo alla carne nel wok, fate insaporire per qualche minuto, quindi completate con le uova strapazzate, un filo d'olio e un altro cucchiaio di salsa di soia. Mescolate, spegnete e servite subito, ben caldo.

3 commenti:

briossa ha detto...

Ha un aspetto delizios, ho la certezza che è buonisismoooooo!

acquaviva ha detto...

se può consolarti il riso fritto, di cui quello alla cantonese è una delle infinite varianti, nasce proprio dall'abitudine popolare di saltare il riso insieme a quel che c'è in casa. Di conseguenza la tua ne è un'interpretazione filologicamente più che corretta!

mariuzza ha detto...

:-) meno male...