domenica 7 agosto 2011

Ciambella all'anice, panna e caffè

Una persona normale, costretta a restare in città, in una città stanca e provata dall'afa, ecco una persona normale cercherebbe di trovare refrigerio in qualche luogo fresco, oppure ben spaparanzata sul letto con il ventilatore piantato in fronte, una fetta di anguria ghiacciata in grembo, e filmone rigorosamente anni '70 in televisione. Una persona normale. Non io, che pure i film me li guardo lo stesso, almeno 2 o 3 al giorno, ma che devo anche stare un po' davanti ai fornelli, almeno una volta giorno, a sperimentare qualcosa. Premetto: stavolta l'idea mi è venuta quando ho fatto il soufflè ghiacciato di pomodoro. L'utilizzo dello sciroppo nella meringa all'italiana è, diciamo, ormai divenuto un canone, e magari chissà, a mia insaputa, non solo nella meringa, ma l'impiego come dolcificante al posto dello zucchero nella realizzazione di impasti base (leggi pan di spagna o torta margherita), io non l'avevo ancora sperimentato. Certo, c'è chi già mette malto d'orzo o di riso, oppure miele, però sciroppo di zucchero non mi risulta... insomma, mi sono lasciata trasportare, e per prima cosa ho pensato di sperimentare con una classica, classicissima ciambella, dal sapore e dal profumo non proprio convenzionali. Un'ideona per trascorrere piacevolmente una calda mattina d'agosto.
Andiamo per gradi: mi faccio un bel caffè, ieri dopo pranzo, e mentre aspetto un po' accidiosa che sgorghi dalla moka la mia bevanda preferita, mi cade l'occhio sul vasetto dello sciroppo allo zenzero fatto per il soufflè di pomdoro: è ancora lì, lo devo assolutamente utilizzare... Quando il caffè comincia a rumoreggiare la sua presenza, prendo la bottiglia del liquore all'anice (sì – lo ammetto – ogni tanto mi concedo un caffè pomeridiano con qualche goccia d'anice... lo trovo inebriante e corroborante; ottimo rimedio contro l'accidia, appunto). Poi guardo la tazzina dove sto unendo i due liquidi, e riguardo lo sciroppo. Ma certo! Siccome non ce n'è mai abbastanza, mi faccio pure uno sciroppo all'anice, e lo abbino al caffè. E mi faccio una bella ciambella all'anice e caffè. Con lo sciroppo tiepido monto le uova, poi nell'impasto ci metto il caffè e, perché no?, al posto del burro o dell'olio, decido di utilizzare un po' di panna, giusto per restare nell'ormai abusato filone delle ciambelle alla panna.

Faccio lo sciroppo con le solite dosi (100 g di zucchero e 50 g d'acqua), ci lascio in infusione per una notte 5 pezzi di anice stellato, e il giorno dopo mi dedico alla preparazione della ciambella, con un'altra piccola variante: al posto degli albumi semplici, unisco anche qui un po' di meringa all'italiana, quindi fatta con altro sciroppo, questa volta, però, non aromatizzato, ma neutro. Devo dire che il risultato mi ha stupito soprattutto sul fronte della morbidezza, perché con soli 100 ml di panna, e neanche un cucchiaio di burro o olio, l'impasto era soffice come una spugna ma non secco. Il sapore poi, be', mi è sembrato delicato e forte allo stesso tempo: l'anice si percepiva chiaramente, come pure il caffè, ma le due note erano equilibrate, nessuna predominava sull'altra, né tantomeno era invadente la presenza della panna.
Ottima col caffè, ma anche col latte (di questi tempi, per me, rigorosamente freddo, al mattino), questa ciambella è proprio uno di quei dolci che bisognerebbe sempre tenere in casa come conforto provvidenziale. Una panacea.

Ciambella alla panna, anice e caffè





(1 ciambella per 4 persone)
2 tuorli + 1 uovo intero
2 albumi montati con sciroppo di zucchero a 108 ° (meringa all'italiana)
200 g di farina
100 ml di panna
mezza bustina di lievito
1 tazzina di caffè ristretto
mezza tazzina di liquore d'anice
3 cucchiai di sciroppo aromatizzato con anice stellato (mi sono trattenuta perché poi l'albume montato è pure zuccherato...)

Partiamo dallo sciroppo all'anice: portate lentamente a bollore 100 g di zucchero con 50 g d'acqua, quindi lasciate sobbollire, sempre a fiamma bassisima, per qualche minuto e poi verificate la temperatura. Se siamo sui 108 ° lo sciroppo è pronto: spegnete e unite 5 o 6 pezzi di anice stellato. Lasciate in infusione per almeno 1 notte.

Con lo stesso procedimento e le stesse quantità di zucchero e acqua, fate poi un altro sciroppo, spegnendolo sempre a 108 °: questo vi servirà per fare la meringa che utilizzerete al posto degli albumi montati. Quindi montate i due albumi e, quando lo sciroppo sarà a temperatura, cominciate a unirlo versandolo a filo agli albumi in fase di montaggio. Non utilizzate tutto lo sciroppo, è troppo, regolatevi a colore: quando gli albumi saranno di un bianco lucido tendente all'azzurro, quasi serico, potete fermarvi con lo sciroppo e proseguire, però, nel montaggio fino a che saranno sodi e "inamovibili" (sì, lo so è rischioso, ma capovolgete il recipiente, la meringa perfetta non si chioda e non cede alla gravità!). Conservate in frigorifero.

In una ciotola montate con uno sbattitore i due tuorli e l'uovo intero con i 3 cucchiai di sciroppo all'anice (tenete da parte i pezzi di anice stellato per la decorazione), quindi unitevi la panna e il caffé freddo, a seguire il liquore d'anice e, per ultima, la farina setacciata con il lievito. A questo punto, incorporate velocemente all'impasto, mescolando dall'alto verso il basso, la meringa all'italiana tenuta in frigo. Versate in uno stampo per ciambella e cuocete a 180 °C per 45 minuti.

Lasciate raffreddare completamente, quindi spolverizzate con zucchero a velo e decorate con i pezzi di anice stellato.

2 commenti:

acquaviva ha detto...

non so se ti può consolare sapere di non essere l'unica in casa ad agosto che accende il forno come fosse la cosa più logica del mondo. Che poi lo è, in effetti, se si tratta di risollevare gli animi o dedicarsi a passioni vere.

mariuzza ha detto...

eh sì, ma nsomma, ripensandoci, la prossima volta lo faccio a freddo, o meglio mi faccio venire in mente un'altra sperimentazione culinaria...