giovedì 24 giugno 2010

Alla ricerca della casa perduta

Cercare casa è un lavoro. Stando così le cose, non ho mai lavorato tanto come in questo periodo. Cioè: ormai mi si confondono gli annunci, gli agenti immobiliari, gli appuntamenti e so già che finirò per vedere le stesse case più d'una volta. Sì, la zona, la zona è la cosa più importante, concentrarsi su un quartiere e selezionare all'interno delle offerte; quando entrerò nella mia casa – mi hanno detto – me ne renderò subito conto, folgorata da un irresistibile senso di appartenenza. Nel frattempo entro in un numero x di case, la maggior parte delle quali mi sconcerta, e penso: ma che ci faccio io qui? L'agente di turno a volte spudoratamente elogia immobili che sarebbero da rottamare (dovrebbero pagarti per farli rottamare, come per le macchine) a volte, con maggior senso del pudore, ammette gli evidenti lati negativi, ma è stato ben addestrato, così per ogni ammissione c'è da aspettarsi l'affermazione convinta degli aspetti positivi (la presenza di mura, per esempio, che possono benissimo essere buttate giù; il fatto che la porta ancora sta lì, in piedi; le finestre che dividono dal mondo esterno). Sì, va bene, ci penserò. Dopo tutto, considerando che, di suo, un appartamentino di 50-60 mq totalmente da ristrutturare, cioè da buttare giù e ricostruire, può costarti SOLTANTO 180.000 euro, be'... effettivamente, come dicono da queste parti, è proprio una bazza.
Tra un appuntamento e l'altro sfoglio i fantastici giornaletti degli annunci, tutti uguali, tutti ripetuti più volte perché... repetita iuvant, non era così? E quando stacco dal turno della mattina e me ne torno non a casa, ma a casa di chi gentilmente mi ospita, mi tocca pensare a un pranzetto sostanzioso ma non pesante, che mi dia l'energia per il turno del pomeriggio, senza cedermi però la mollezza post prandiale che mi renderebbe più appetibile la siesta, ça va sans dire...
Perciò, oggi opto per un'insalatina di farro, tiepida, non fredda perché quest'anno ancora ce li possiamo permettere i piatti tiepidi (e qui soprassiedo sulle interperie climatiche perché le subiamo tutti, non conviene rimarcarle...).
Da una parte una base di zucchine, carote, spada, zenzero e curcuma, dall'altra l'insaporimento a base di catalogna saltata con aglio, peperoncino e filetti d'acciuga; che è come dire un contesto lievemente etnico e un tocco decisamente mediterraneo. Non è un pastiche, come si potrebbe pensare, anzi. E nel mix speziato-piccante ritrovo l'energia per tornare al lavoro...

Insalata di farro con spada, verdurine e catalogna




1 cespo di catalogna
150 g di farro
1 zucchina
2 carote
400 g di pesce spada
5 filetti di acciughe sottolio
zenzero
curcuma
peperoncino
maggiorana
2 spicchi di aglio
olio extravergine
sale e pepe

Tagliate le carote e la zucchina a cubetti, quindi metteteli a stufare dolcemente in una padella con lo spicchio d'aglio, 1 cucchiaino di zenzero macinato e 1 di curcuma. Coprite con un coperchio e lasciate cuocere per 8 minuti, quindi aggiungete lo spada tagliato a cubotti più grandi. Alzate la fiamma, regolate di sale e pepe e profumate con la maggiorana. Cuocete per 5-6 minuti e spegnete.

A parte, mondate e lavate il cespo di catalogna, quindi tagliatela a pezzetti lunghi 4-5 cm e lessatela in acqua bollente salata per 10 minuti. Scolatela e ripassatela in padella con olio, 1 spicchio d'aglio, 1 peperoncino fresco e 5 filetti d'acciuga sottolio ben sgocciolati.

Lessate il farro in abbondante acqua salata, scolatelo e passatelo un istante sotto l'acqua fredda per bloccare la cottura. Versatelo nella padella con lo spada e le verdurine, quindi aggiungete anche la catalogna. Mescolate bene e servite.


En español por favor


A la búsqueda de la casa perdida


Buscar piso es un trabajo. Y si es así nunca he trabajado como en esta temporada. Es decir: ya se me confunden los anuncios, los agentes de bienes raíces, las citas y ya sé que al final acabaré viendo los mismos pisos mas que una vez. Sì, el barrio, el barrio es lo mas importante, enfocarse en una zona y seleccionar dentro de las ofertas; en cuanto entre en la que será mi casa – así dicen – en seguida me daré cuenta, fulminada por un irresistible sentido de pertenencia. Mientras tanto, veo un numero x de pisos, la mayoría de los cuales me desconcierta, y pienso: pero que estoy haciendo yo aquí? El agente del día a veces sin vergüenza alaba casas que, de hecho, serian para tirar a la basura (pues mas o menos como se hace con los coches viejos), a veces, con un mayor sentido del pudor, admite los evidentes aspectos negativos, pero, como ha sido bien entrenado, para cada admisión hay que esperarse la declaración convencida de los aspectos positivos (la presencia de muros, por ejemplo, que podrían ser tirados al suelo; el hecho que la puerta aun está allí, de pies; las ventanas que siguen separando del mundo exterior). Vale, ahora me lo pienso. En fin, considerando que un piso de 50-60 metros cuadrados para reformar totalmente, es decir tirar al suelo y reconstruir, te sale solo 180.000 euros, bueno efectivamente, como dicen aquí, es una pasada.
Entre una cita y otra, hojeo las maravillosas revistas de anuncios inmobiliario, todos iguales, todos repetidos mas que una vez por que... repetita iuvant , no era así? Y cuando corto el turno de la mañana y me voy no a mi casa, sino a casa de quien amablemente me aloja, tengo que pensar en un almuerzo de sustancia pero no pesado, que pueda darme energía para el turno de la tarde, sin dejarme el cansancio post prandiale que me haría mas deseable la siesta, ça va sans dire...
Así que hoy escojo una ensalada de cebada, tibia, no fría porque este año, a esta altura, aun nos podemos permitir platitos tibios (y en este punto dejo ya el tema del clima porque todos estamos sufriendo los repentinos cambios entre calor y frío, no merece la pena subrayarlos...).
Entonces, por un lado calabacines, zanahorias y emperador con jengibre y cúrcuma, por el otro achicoria, guindilla, ajo y anchoas; una base ligeramente, digamos, étnica, con un toque decididamente mediterráneo. No es un “pastiche”, como se podría pensar, en la mezcla especiada-picante encuentro toda la energía para volver a mi nuevo trabajo...

Ensalada de cabada con emperador, verduirtas y achicoria





1 tallo de achicoria catalana
150 g de cebada
1 calabacín
2 zanahorias
400 g de emperador
5 filetes de anchoas
jengibre
cúrcuma
guindilla
mejorana
2 dientes de ajo
aceite de oliva virgen extra
sal y pimienta

cortamos en cubitos las zanahorias y calabacín, luego ponemos las verduritas a pochar en sartén con el diente de ajo, 1 cucharadita de jengibre molido y 1 de cúrcuma. Tapamos y dejamos cocer a fuego suave durante 8 minutos. Añadimos el emperador cortado en cubitos mas gruesos, subimos la llama, salpimentamos y echamos 1 pizca de mejorana. Cocemos durante 5-6 minutos y apagamos.

A parte, limpiamos el tallo de achicoria, lo cortamos en trocitos de 4-5 cm y cocemos en agua salada hirviendo durante 10 minutos. Escurrimos y salteamos en sartén con aceite, ajo y guindilla fresca picada, junto a los filetes de anchoas bien escurridos.

Cocemos la cebada en abundante agua salada hirviendo; escurrimos y pasamos bajo agua fría para bloquear la cocción, en fin vertemos la cebada en la sartén con el emperador y las verduritas, añadiendo también la achicoria salteada. Mezclamos bien y servimos.

1 commento:

BARBARA ha detto...

Notevole questa insalata di farro; diversa dalle solite nella scelta degli ingredienti e a mio avviso molto equilibrata nei sapori...un buon connubio tra il gusto amarognolo delle catalogne e il dolce dello spada e delle zucchine...complimenti. Mi piace proprio